Il corso base di Counseling Umanistico e Transpersonale ha l'obiettivo di fornire le fondamenta teoriche e pratiche di due approcci complementari alla relazione d'aiuto: il counseling umanistico, con la sua visione centrata sulla persona e sul potenziale di autorealizzazione, e il counseling transpersonale, che integra la dimensione spirituale e gli stati di coscienza espansa nel percorso di crescita personale.
I partecipanti acquisiranno conoscenze sui concetti chiave di Rogers, Maslow, Assagioli, Grof e Wilber, esplorando temi come l'empatia, l'accettazione incondizionata, il Sé autentico, gli stati non ordinari di coscienza e l'integrazione tra corpo, mente e spirito. Un percorso che arricchisce le competenze del counselor con strumenti per accompagnare il cliente verso una comprensione più profonda di sé.
Professional counselor, counselor in formazione, psicologi, psicoterapeuti, operatori olistici, educatori e a chiunque desideri approfondire la conoscenza della psicologia umanistica e transpersonale per arricchire la propria pratica professionale o il proprio percorso di crescita personale.
Il programma completo delle due giornate. Clicca su una lezione per leggerne l'approfondimento.
Le fondamenta del counseling umanistico: dalla centralità della persona all'autorealizzazione, dall'empatia rogersiana allo sviluppo del potenziale umano.
Il counseling transpersonale: stati di coscienza espansa, il Sé transpersonale, la crisi come opportunità evolutiva e l'integrazione corpo-mente-spirito.
Ogni argomento è sviluppato attraverso le principali teorie e approcci scientifici. Clicca su ciascuna card per espandere i dettagli.
Il counseling umanistico nasce come "terza forza" contro il riduzionismo della psicoanalisi e del comportamentismo.
Al centro di questo approccio c'è la persona, con la sua tendenza innata alla realizzazione e alla crescita (self-actualization). Un cambio di prospettiva: non si parte da ciò che manca, ma dalle risorse che ciascuno porta con sé.
Ogni individuo possiede una spinta interna verso l'autorealizzazione e l'espressione del proprio potenziale.
Questa energia vitale porta verso l'espressione del proprio potenziale, come nel concetto di "peak experience" (esperienza culminante) di Maslow: quei momenti in cui la persona sente di essere pienamente sé stessa.
La verità è nell'esperienza vissuta: la soggettività non è un limite, ma la chiave della comprensione.
Da qui deriva il modo di stare nella relazione: l'accoglienza empatica del vissuto dell'altro, senza sovrapporre categorie o interpretazioni esterne a ciò che la persona porta.
Il contatto con il proprio Sé autentico, distinto dal Sé idealizzato o imposto dai condizionamenti sociali.
Il counseling umanistico valorizza il contatto con il proprio Sé autentico, distinto dal Sé idealizzato o imposto dai condizionamenti sociali. L'autenticità è condizione necessaria alla salute psichica.
Le tre condizioni fondamentali per il cambiamento secondo Carl Rogers.
Carl Rogers individua tre condizioni fondamentali per il cambiamento: empatia, accettazione incondizionata dell'altro e autenticità (congruenza) del terapeuta. Non si cura, si accompagna.
La presenza, l'ascolto del corpo e l'attenzione al momento presente come strumenti di lavoro nella relazione d'aiuto.
Il passato è rilevante solo nella misura in cui influenza il presente vissuto: il lavoro si concentra su ciò che accade nella relazione, qui e adesso.
Non solo "curare", ma sviluppare creatività, empatia, responsabilità e significato.
Il counseling umanistico non si occupa solo di "curare", ma di sviluppare creatività, empatia, responsabilità, significato. Non riduce l'essere umano a un insieme di sintomi.
Negli anni '60 nasce la "quarta forza" che integra la dimensione spirituale ed espansa della coscienza.
Negli anni '60 nasce la "quarta forza" della psicologia: il counseling transpersonale, che integra la dimensione spirituale ed espansa della coscienza, senza negare le basi cliniche.
Meditazione, sogni lucidi, esperienze di picco e tecniche respiratorie come strumenti di trasformazione.
Il counseling transpersonale studia e utilizza stati di coscienza espansa (meditazione, sogni lucidi, esperienze di picco, tecniche respiratorie) come vie di trasformazione e di accesso a livelli più ampi del Sé.
Oltre l'Io ordinario esiste un Sé più vasto, connesso a una dimensione spirituale.
Oltre l'Io ordinario, esiste un Sé più vasto, connesso a una dimensione spirituale. La realizzazione personale passa anche attraverso esperienze di trascendenza e interconnessione.
La crisi esistenziale vista come "nascita spirituale" o "emergenza transpersonale".
La crisi esistenziale viene vista come "nascita spirituale" o "emergenza transpersonale", se accolta e integrata. Non va repressa con farmaci o etichette, ma attraversata e trasformata.
La visione olistica: l'essere umano come unità indivisibile.
La visione transpersonale è olistica: l'essere umano è un'unità indivisibile. Il benessere nasce quando si reintegrano il corpo, le emozioni, il pensiero e il sentire spirituale.
Colmare il vuoto esistenziale attraverso il lavoro sul significato della vita.
Il vuoto esistenziale (Frankl) viene colmato non solo con relazioni o successi, ma con un lavoro profondo sul significato della vita, sull'apertura al mistero e sul contatto con il sacro.
Una visione evolutiva della coscienza che integra neuroscienze, spiritualità e pratiche contemplative.
Il counseling transpersonale apre a una visione evolutiva della coscienza umana, integrando neuroscienze, spiritualità, filosofia orientale e pratiche contemplative. È una frontiera in continua espansione.
Carl Rogers - La terapia centrata sul cliente
Abraham Maslow - Verso una psicologia dell'essere
Rollo May - L'uomo alla ricerca di sé
Viktor Frankl - Uno psicologo nei lager
Fritz Perls - Gestalt Therapy: Excitement and Growth
Roberto Assagioli - Psicosintesi
Stanislav Grof - La mente olotropica
Christina e Stanislav Grof - Emergenze spirituali
Ken Wilber - Lo spettro della coscienza
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